
Marocchino o mocaccino? Differenze, origini e ricette, più tutte le varianti: bicerin, espressino, marocchino freddo e al pistacchio, caffè mocha e white mocha.
"Un marocchino, grazie." "Me lo fa come un mocaccino?" Al banco capita spesso: i due nomi si confondono, e in ogni città italiana il marocchino è un po' diverso. Facciamo chiarezza: che cosa sono, da dove vengono, come si preparano e quali sono le varianti da conoscere.
Il nome trae in inganno: il Marocco non c'entra. Si racconta che il marocchino sia nato ad Alessandria, al bar Carpano, frequentato dagli operai della vicina fabbrica di cappelli Borsalino. Guardando un caffè macchiato con il cacao, uno di loro avrebbe esclamato in dialetto: "U smea in maruchën", "sembra marocchino". Il riferimento era al marocchino, la pelle color nocciola usata per la fascia interna dei cappelli.
Il marocchino ha due antenati illustri, entrambi torinesi: la bavarèisa, bevanda calda di caffè, cioccolato e latte, e il celebre bicerin. Con l'arrivo della macchina per espresso queste ricette diventano una bevanda rapida da preparare al banco.
Il bello del marocchino è anche visivo: nel vetro si vedono gli strati, dal marrone scuro del caffè al bianco della schiuma.
Il "padre" torinese, servito in un piccolo bicchiere senza manico. Tre strati che non si mescolano: cioccolata calda densa sul fondo, caffè al centro, crema di latte in superficie. Si beve così, senza girare, per sentire i tre sapori uno dopo l'altro.
È la versione più diffusa in molti bar del Centro e del Sud: il bicchierino viene velato all'interno con una crema spalmabile al cioccolato e nocciole prima di aggiungere caffè e schiuma. Più dolce e scenografico.
In molte zone del Sud Italia, Sardegna compresa, al banco si ordina l'espressino: caffè, crema di latte e cacao, spesso con crema al cioccolato o alla nocciola. È un parente strettissimo del marocchino, e la ricetta cambia da bar a bar.
La crema di pistacchio prende il posto del cioccolato sul fondo del bicchiere. Una variante di tendenza, molto richiesta dai clienti più giovani.
La versione estiva: espresso raffreddato, latte freddo montato o crema di caffè, e cacao. Si serve in un bicchiere più alto, a volte con ghiaccio.
Con bevanda di avena o di soia si ottiene una schiuma morbida anche senza latte vaccino. Conviene usare le versioni "barista", studiate per montare bene.
"Mocaccino" è l'unione di moka e cappuccino. E "moka" non viene dalla caffettiera, ma da Mocha (al-Mukhā), il porto dello Yemen da cui per secoli è partito il caffè verso l'Europa. I chicchi di quella zona avevano note che ricordavano il cioccolato, e così "mocha" è diventato sinonimo di caffè e cioccolato insieme.
La versione all'americana delle grandi catene: più grande, a base di caffè latte con salsa al cioccolato, spesso con panna montata. Più latte e meno intensità di caffè rispetto al mocaccino italiano.
Al posto del cioccolato fondente c'è il cioccolato bianco: più dolce e vanigliato.
Espresso, salsa al cioccolato e latte freddo con ghiaccio. È tra le bevande fredde al caffè più richieste d'estate.
Con sciroppi al caramello, alla nocciola o alla vaniglia, oppure con un pizzico di cannella o peperoncino per una versione speziata.
Per conoscere le altre bevande a base di latte leggete anche Cappuccino, Latte o Flat White? Le differenze e come riconoscere un caffè di buona qualità.
Marocchino, bicerin, mocaccino e le altre bevande del menu di caffetteria si preparano e si provano al banco nei nostri corsi. Ecco le prossime partenze a Cagliari:
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