
Mirto rosso e mirto bianco: come nasce il liquore sardo, come si serve e come usarlo nei cocktail. I consigli dei docenti F.I.B. Academy Sardegna.
Non c'è pranzo della domenica in Sardegna che non si chiuda con un bicchierino di mirto. È il liquore più rappresentativo dell'isola e, per un barman che lavora qui, conoscerlo bene è un dovere: i turisti lo chiedono, i sardi lo giudicano.
Il mirto (Myrtus communis) è un arbusto della macchia mediterranea, profumatissimo, che cresce spontaneo in tutta l'isola. Le bacche maturano tra fine autunno e inverno: è proprio in questi mesi che inizia la raccolta.
Classicamente come digestivo, ben freddo, in un piccolo calice o in un bicchierino raffreddato. Attenzione a non esagerare con il freezer: una temperatura troppo bassa spegne i profumi. Si abbina bene ai dolci sardi a base di mandorle e alla frutta secca.
Sempre più bar lo usano in miscelazione per dare un'identità territoriale alla drink list. Qualche idea da cui partire:
Il mirto è dolce e alcolico: nei cocktail va dosato con equilibrio, bilanciandolo con acidità o amaro.
In Sardegna il mirto fatto in casa è quasi un rito familiare: ogni famiglia ha la sua ricetta e il suo tempo di infusione, e regalarne una bottiglia è un segno di amicizia.
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