
Espresso tonic, cold brew e shakerato: come si preparano i caffè freddi più richiesti e perché sono un'opportunità per ogni bar. I consigli dei docenti F.I.B. Sardegna.
Il caffè non è più solo la tazzina al banco. Espresso tonic, cold brew e shakerato sono entrati stabilmente nelle carte dei bar più attenti, anche fuori stagione: sono drink veloci, fotogenici e con un ottimo margine.
Nato nei coffee bar del Nord Europa, unisce l'amaro della tonica alla complessità dell'espresso.
Funzionano meglio caffè dal profilo fruttato e acidulo, che dialogano con la nota amara della tonica. L'espresso va versato per ultimo e piano: il contrasto tra i due strati è parte del fascino del drink.
Estrazione a freddo per 12–18 ore: il risultato è morbido, poco amaro e molto versatile, da servire liscio, allungato o come base per cocktail. Dosi e procedimento sono nel nostro articolo su cold brew, V60 e Chemex.
Il classico italiano: espresso, ghiaccio e zucchero liquido nello shaker, servito in coppetta con la sua schiuma. La differenza la fanno la dose e la forza della shakerata, che deve essere breve e decisa.
Costi contenuti, preparazione rapida e un pubblico giovane che cerca alternative al solito caffè: è una delle tendenze più semplici da inserire in carta, e permette di valorizzare il caffè con un prezzo più alto.
Nel Master Non solo Espresso – Estrazioni Alternative (20 ore) si lavora su metodi di estrazione alternativi, cold brew e degustazione di monorigine; nel Corso Barista Caffetteria e Latte Art (20 ore, classi da massimo 4 persone) si parte dalla corretta estrazione dell'espresso. Entrambi partono il 9 novembre 2026, con lezioni dalle 15:00 alle 20:00 in Via del Fangario 27 a Cagliari e certificato nominativo della Federazione Italiana Barman. Tutti i corsi sono rateizzabili, età minima 16 anni.
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