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Birre artigianali: una storia da mille e una sfumatura

Birre artigianali: una storia da mille e una sfumatura

Siete amanti della birra? Sapete qual è la differenza tra una birra artigianale e una industriale? In questo articolo mettiamo a confronto due metodi produttivi e scopriamo tutte le differenze.

Ci sono stati ampi dibattiti per quanto riguarda la distinzione tra birra artigianale e industriale, distinzione che implica anche definire che cosa sia la birra artigianale. Nel corso degli anni sono state tentate diverse definizioni, che però sono sempre risultate imprecise o comunque troppo contestabili dai consumatori di birra più affezionati. Come mai l’idea di bere una birra artigianale ci piace, dandoci una sensazione di genuinità, facendoci sentire attenti alla qualità di ciò che stiamo bevendo? In fondo si tratta di tradurre in parole la risposta a questa domanda. La differenza tra birra artigianale e industriale quindi dove sta? Nel processo produttivo? Nel quantitativo di birra prodotta? Nella dimensione del birrificio? Andiamo a scoprirlo!

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Ciò che caratterizza maggiormente le birre industriali riguarda il modo in cui queste vengono trattate affinché si mantengano il più a lungo possibile: tutte le birre industriali sono sottoposte a processi di fermentazione e filtraggio. Spesso, inoltre, in funzione di abbassare i costi mantenendo comunque alta la produzione, le multinazionali utilizzano dei sostituti del malto d’orzo quali riso, mais e altri cereali che possono subire la fermentazione. Se parliamo di industriale parliamo anche di un qualcosa che per definizione viene prodotto in serie, e che segue le logiche di questo tipo di produzione, che non sempre garantiscono l’utilizzo di materie prime ottimali. Ciò si può verificare mettendo a confronto una birra industriale e una artigianale a temperatura ambiente, in cui il sapore si può percepire distintamente. Le birre artigianali, invece, per essere tali devono essere prima di tutto frutto della passione di un birraio che va sempre alla ricerca di ingredienti di primissima qualità, meglio ancora se legati al territorio in cui vive. E’ proprio su questi ingredienti – che sono, come forse già saprete, l’acqua, il malto d’orzo, il luppolo e il lievito – che il birraio investe maggiormente. Ma non sono solo gli ingredienti a fare la differenza. Infatti, le birre prodotte artigianalmente, non dovendo rispondere a dei criteri commerciali in senso stretto, permettono al birraio di sperimentare e mettere in campo un certo grado di inventiva che nel settore industriale non è sempre possibile. La ricerca e l’innovazione sono sempre molto fervide nel mondo della produzione artigianale. Proprio per la loro particolarità, le birre artigianali sono difficili da trovare e possono essere legate ad un luogo specifico (proprio come l’amaro San Simone!). Ciò che proviamo quando scegliamo di bere una birra artigianale è soprattutto un’esperienza, la sensazione di stare gustando un qualcosa di unico e legato ad un momento o ad un luogo specifico. La differenza, quindi, si misura soprattutto in termini di cura nei confronti di un consumatore che è sempre più esigente e desidera bere una birra di cui può conoscere, se non totalmente almeno in parte, il produttore.

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