

Due ingredienti, nessun margine di errore. Il gin tonic sembra il drink più semplice del mondo, eppure è quello che più spesso viene servito male. Non a caso, su Google, in Sardegna crescono le ricerche su come si fa il gin tonic, quale bicchiere usare e perfino quante calorie ha. Ecco come prepararlo a regola d'arte.
Il gin tonic nasce nell'India dell'Ottocento, sotto il dominio britannico. Per prevenire la malaria, a soldati e funzionari veniva somministrato il chinino, sostanza amarissima estratta dalla corteccia della china. Per renderlo più bevibile lo si scioglieva in acqua gassata con zucchero: nacque così l'Indian tonic water. Aggiungere una dose di gin, la razione abituale degli ufficiali, fu un passo naturale. Oggi la tonica contiene una quantità di chinino minima, ma ne conserva la tipica nota amara.
Entrambi vanno bene. L'importante è che il bicchiere sia pulito, freddo e pieno di ghiaccio.
Più tonica significa un drink più fresco e leggero; meno tonica fa emergere il carattere del gin. L'importante è decidere una ricetta e rispettarla sempre, usando il jigger: versare "a occhio" è il primo nemico della qualità e dei margini del bar.
Il ghiaccio è l'ingrediente di cui si usa di più, eppure se ne parla meno. Deve essere compatto, trasparente e asciutto: i cubetti piccoli o "bagnati" si sciolgono in fretta e trasformano il gin tonic in un drink acquoso e sgasato. E mai ghiaccio che ha assorbito gli odori del congelatore.
Meglio le bottigliette monoporzione, ben fredde e aperte al momento: una bottiglia grande aperta da ore ha già perso gran parte delle bollicine. Oggi esistono toniche classiche, secche (dry), aromatiche, al pompelmo, ai fiori di sambuco o "light" con meno zuccheri: la scelta va fatta in base al gin, come si abbina un vino a un piatto.
La guarnizione non è decorazione: deve esaltare le botaniche del gin.
È una delle domande più cercate. In linea indicativa, 50 ml di gin a 40% vol. apportano circa 110–120 kcal, e 150 ml di tonica classica circa 50–60 kcal: un gin tonic "standard" si aggira quindi intorno alle 160–180 kcal. Usando una tonica light o senza zucchero il totale scende sensibilmente. I valori cambiano in base al gin, alla tonica e alle dosi.
Il gin tonic analcolico è tra le ricerche in maggiore crescita: si prepara con un distillato analcolico alle botaniche, seguendo esattamente le stesse regole su ghiaccio, tonica e guarnizione. Un buon bar deve saperlo proporre con la stessa cura.
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