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Gin tonic perfetto: bicchiere, dosi, ghiaccio e guarnizione

Gin tonic perfetto - F.I.B. Academy Sardegna
Due ingredienti, nessun margine di errore. Il gin tonic sembra il drink più semplice del mondo, eppure è quello che più spesso viene servito male. Non a caso, su Google, in Sardegna crescono le ricerche su come si fa il gin tonic, quale bicchiere usare e perfino quante calorie ha. Ecco come prepararlo a regola d'arte.

Una storia nata nelle colonie

Il gin tonic nasce nell'India dell'Ottocento, sotto il dominio britannico. Per prevenire la malaria, a soldati e funzionari veniva somministrato il chinino, sostanza amarissima estratta dalla corteccia della china. Per renderlo più bevibile lo si scioglieva in acqua gassata con zucchero: nacque così l'Indian tonic water. Aggiungere una dose di gin, la razione abituale degli ufficiali, fu un passo naturale. Oggi la tonica contiene una quantità di chinino minima, ma ne conserva la tipica nota amara.

Il bicchiere giusto

  • Copa balloon: il grande calice a pancia larga reso famoso dalla Spagna. Contiene molto ghiaccio, mantiene il drink freddo più a lungo e raccoglie gli aromi del gin e della guarnizione verso il naso.
  • Highball (tumbler alto): la scelta classica. Il bicchiere stretto e alto disperde meno anidride carbonica e mantiene le bollicine più a lungo.

Entrambi vanno bene. L'importante è che il bicchiere sia pulito, freddo e pieno di ghiaccio.

Le dosi

  • 50 ml di gin
  • 150–200 ml di acqua tonica (rapporto da 1:3 a 1:4)
  • Ghiaccio abbondante
  • Guarnizione coerente con il gin

Più tonica significa un drink più fresco e leggero; meno tonica fa emergere il carattere del gin. L'importante è decidere una ricetta e rispettarla sempre, usando il jigger: versare "a occhio" è il primo nemico della qualità e dei margini del bar.

La preparazione passo dopo passo

  1. Raffredda il bicchiere riempiendolo di ghiaccio e mescolando per qualche secondo; elimina l'acqua che si è formata.
  2. Aggiungi altro ghiaccio fino all'orlo: più ghiaccio c'è, più lentamente si scioglie e meno il drink si annacqua.
  3. Versa il gin misurato con il jigger.
  4. Versa la tonica lentamente, facendola scorrere lungo la spirale del bar spoon o lungo la parete del bicchiere, per non perdere le bollicine.
  5. Mescola una sola volta, delicatamente, dal basso verso l'alto.
  6. Guarnisci e, se previsto, profuma il drink spremendo una scorza di agrume sopra il bicchiere.

Il ghiaccio: l'ingrediente dimenticato

Il ghiaccio è l'ingrediente di cui si usa di più, eppure se ne parla meno. Deve essere compatto, trasparente e asciutto: i cubetti piccoli o "bagnati" si sciolgono in fretta e trasformano il gin tonic in un drink acquoso e sgasato. E mai ghiaccio che ha assorbito gli odori del congelatore.

La tonica: fresca e appena aperta

Meglio le bottigliette monoporzione, ben fredde e aperte al momento: una bottiglia grande aperta da ore ha già perso gran parte delle bollicine. Oggi esistono toniche classiche, secche (dry), aromatiche, al pompelmo, ai fiori di sambuco o "light" con meno zuccheri: la scelta va fatta in base al gin, come si abbina un vino a un piatto.

La guarnizione: segui le botaniche

La guarnizione non è decorazione: deve esaltare le botaniche del gin.

  • London Dry, con ginepro e agrumi in evidenza: scorza di limone o una fetta di lime.
  • Gin floreali o con cetriolo: fette sottili di cetriolo.
  • Gin mediterranei ed erbacei: rosmarino, timo, scorza d'arancia o di pompelmo rosa.
  • Gin speziati: pepe rosa, bacche di ginepro, cardamomo.

Quante calorie ha un gin tonic?

È una delle domande più cercate. In linea indicativa, 50 ml di gin a 40% vol. apportano circa 110–120 kcal, e 150 ml di tonica classica circa 50–60 kcal: un gin tonic "standard" si aggira quindi intorno alle 160–180 kcal. Usando una tonica light o senza zucchero il totale scende sensibilmente. I valori cambiano in base al gin, alla tonica e alle dosi.

Gli errori da evitare

  • Poco ghiaccio, o ghiaccio di cattiva qualità.
  • Tonica calda, sgasata o aperta da tempo.
  • Mescolare troppo energicamente, facendo sparire le bollicine.
  • Guarnizioni casuali, scollegate dal gin.
  • Dosi "a occhio", diverse a ogni drink.

E per chi non beve alcol?

Il gin tonic analcolico è tra le ricerche in maggiore crescita: si prepara con un distillato analcolico alle botaniche, seguendo esattamente le stesse regole su ghiaccio, tonica e guarnizione. Un buon bar deve saperlo proporre con la stessa cura.

Dalla teoria al banco

Dosi, ghiaccio, tecnica di versata e abbinamenti sono le basi del mestiere che affrontiamo nel Corso Barman Primo Livello di F.I.B. Academy Sardegna, a Cagliari, adatto anche a chi parte da zero. Per approfondire il mondo del gin può leggere anche il nostro articolo su come fare una degustazione di gin.

Per informazioni sui prossimi corsi ci contatti al +39 388 1037862 (anche WhatsApp) oppure scriva a info@fibsardegna.com.

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